
Raccolta ed essicatura

A fine settembre
i castagnari
vengono nel bosco,
mi controllano
la maturazione,
si sono matura.
Il grandecastagno
"Pippo"
mi fa fare un
tuffo
strabilante:
Wow! Pum!
Atterro su di
un soffice
tappeto di
foglie secche.
Ecco donne e bambini con cesti, borse e "scosel",cominciano a raccogliermi insieme alle mie sorelle,e
chiacchierano e gridano, fanno gara a chi
raccoglie più castagne.
Tutti si pungono un pò le dita, perchè il mio riccio mi tiene ancora nella culla,
e non si usano guanti ,
ma i bammbini-uomo si divertono lo stesso. Quando i "cavagn", cioè
i cesti sono colmi e i grembiuli di tela traboccano mi portano dentro una costruzione di sassi, il casone per l'essicazione.
La raccolta coinvolgeva tutte le famiglie da ottobre a novembre.
Alla fine della raccolta il bosco veniva ripulito con rastrelli, le foglie servivano per fare il letto alle mucche ed i ricci per accendere il fuoco.
Ma torniamo alla essicazione.Come vi ho già detto, i ,casoni sono delle costruzioni antichissime, di una sola stanza,che servivano per seccarci.
Sotto al soffitto venivano poste delle assi, naturalmente di legno di castagno, dove tutte noi castagne buone venivamo stese, formando un bello strato di frutti.
Poi. sul pavimento del casone ,veniva acceso un fuoco
sempre con legna di mio papà castagno,un fuoco speciale, coperto con terriccio del bosco, legna non troppo secca, perchè non ci dovevano essere fiamme vive,
altrimenti bruciavamo!.Il fuoco non era molto alto, però faceva caldo.
Io e le mie amiche sudavamo come pazze.Sudavamo, sudavamo per circa un mese.Il castagnaro mi curava, per trenta giorni veniva giorno e notte al casone, mi girava e rigirava, alimentava il fuoco perchè non si spegnesse,ed aveva paura che bruciassi:
Era sempre nel casone ,con il sole e con la pioggia.
Dopo trenta giorni di caldo soffocante ,eccomi finalmente seccata, mi sento un pò dimagrita.Mi portano fuori, aria fresca, finalmente!
Sento le voci dei castagnari,
mi prendono e mi mettono in un piccolo sacco, veramente, sono vecchie maniche di camicia legate alla base:non capisco cosa sta succedendo?Ahi! Che male!
Ora, per toglierci, la buccia e la sansa ancora calda,i castagnari ci sbattono,
a ritmo di musica , su un vecchio ceppo di castagno, su e giù, un poco alla volta, sento che la buccia amara si stacca. Non posso fare niente, finchè aprono il sacchetto e sono ancora ricoperta da uno strato sottile di pellicina amarognola.Sento mani di donne che mi afferrano
e ci passano dentro un cesto di vimini aperto sul davanti "al val".
A questo punto si fanno salti e salti in alto nel cesto ed il venticello ci separa dalla pellicola.
Ora sono bella pulita: Le donne ei bambini scelgono le castagne buone da quelle marce, che venivano date come cibo agli animali.
Non si buttava via niente.
Eh,si ragazzi,
erano tempi in cui
"i topi uscivano dalle credenze vuote con le lacrime agli occhi".
Io vengo portatainsieme alle
castagne buone
al mulino
per essere
macinata
e diventare
farina
per l'uso
in cucina.
Povera me!
Addio papà castagno!
Però sono felice di essere così importante per l'alimentazione , certo le mamme prepareranno piatti buonissimi con la mia farina! Ora i boschi di castagni sono stati abbandonati, i figli dei castagnari hanno trovato lavoro in città, i bambini non vengono quasi più a raccoglierci, solo qualche domenica, in fretta fanno una passeggiata nel bosco con i loro genitori! Dai sassi del casone non esce più il dolce fumo grigiastro e il mio papà castagno si è ammalato di mal d' inchiostro e cancro corticale. Cosa possiamo fare per aiutarlo a guarire?

